ITINERARIO FORMATIVO DEL 3° BIENNIO

Con il quinto anno, l’itinerario entra nel terzo biennio, che si qualifica per il discernimento definitivo, in vista dell’ordinazione diaconale e presbiterale.

È un tempo di grazia, di profonda intensità spirituale, in cui, se non sono risparmiati turbamenti e tentazioni, emerge soprattutto la gioia del raccolto e l’entusiasmo per il ministero pastorale che sta per cominciare.

Nel quinto anno, l’iter formativo è orientato a preparare i candidati all’ordinazione diaconale1. L’anno si caratterizza per:

- un rapporto sempre più vivo con Cristo Servo, in una consuetudine di preghiera ampia e profonda, comprendente la recita integrale della Liturgia delle Ore;

- il discernimento con il rettore e il direttore spirituale in ordine ad una scelta libera, consapevole e definitiva per il diaconato vissuto nel celibato a servizio della propria Chiesa particolare;

- la maturazione di una spiritualità del servizio, nell’assunzione dei tratti essenziali della diaconia di Cristo, specialmente dell’offerta di sé per amore;

- l’impegno a crescere nelle virtù umane ‘diaconali’, quali la magnanimità, l’accoglienza, la disponibilità, la generosità, la condivisione, la sobrietà;

- una presenza matura e responsabile nella comunità del seminario, diventando stimolo costruttivo nei momenti formativi e offrendo la testimonianza del servizio nella quotidianità;

- la sintesi scolastica, con il conseguimento del titolo accademico di baccellierato, nei seminari in cui la legislazione accademica lo consente;

- un’attenzione, in ambito pastorale, ai più piccoli, ai poveri e agli ammalati.

L’ordinazione diaconale2, verso cui è orientato il cammino del quinto anno, introduce i candidati nella comunione sacramentale con il vescovo e gli altri presbiteri, li incardina nella loro Chiesa particolare, li consacra al servizio dell’altare e dei poveri. Essa insegna loro, chiamati a diventare presbiteri, a vedere nello spirito di servizio la forma autentica dell’autorità cristiana, ad immagine di Cristo, che è venuto per servire e non per essere servito3.

 

Il sesto anno ha lo scopo di preparare i diaconi all’ordinazione presbiterale4. Esso si caratterizza per:

- una fede vissuta in intima unione con Gesù Pastore, con pieno abbandono al Padre e docilità allo Spirito, attraverso il ‘ministero dell’orazione’ e la gioia della consacrazione verginale, in un cammino di costante conversione;

- il discernimento con il rettore e il direttore spirituale in vista dell’ordinazione presbiterale, centrato soprattutto sul carisma/virtù della carità pastorale e sulla figura concreta del presbitero diocesano;

- il consolidamento di una spiritualità presbiterale diocesana, modulata sulle note dell’amore e della dedizione alla propria Chiesa, dell’obbedienza apostolica, della carità pastorale che, sull’esempio di Gesù Buon Pastore, si fa compassionevole, misericordiosa e generosa fino al sacrificio totale di sé, della fraternità e amicizia all’interno del presbiterio;

- un lavoro assiduo sulla propria umanità, così da consolidare le virtù tipiche del pastore: la capacità di progettazione, di animazione e di guida, la bontà e la tenerezza, la responsabilità e la competenza, la prudenza nel discernimento e la discrezione, la fedeltà e la fermezza, la schiettezza e la disponibilità alla collaborazione;

- un percorso di mediazione pastorale e di immediata introduzione al ministero, che preveda laboratori pastorali (per esempio, sulla pastorale giovanile, la famiglia o le relazioni d’aiuto); una specifica preparazione alla presidenza dell’Eucaristia, alla celebrazione dei vari sacramenti e in particolare della Riconciliazione; corsi sull’omiletica, l’odegetica, la direzione spirituale, la comunicazione; approfondimenti sulla storia della Chiesa locale, la spiritualità presbiterale, gli aspetti amministrativi e legali delle attività pastorali; un contatto con le principali realtà ecclesiali diocesane.

L’ordinazione presbiterale5, verso cui è orientato il sesto anno, conclude lo specifico itinerario formativo proposto dal seminario e si apre ai programmi di formazione permanente.

 

1 Cfr LG, 29; I ministeri nella Chiesa, 33-34; CIC, Can. 1032, § 1. Le Linee comuni segnalano l’esperienza di alcune Chiese particolari di prevedere “un tempo di sosta prima dell’accesso al diaconato, fuori dal contesto seminaristico, presso una parrocchia o in qualche comunità presbiterale, per un’esperienza forte di responsabilità più diretta” (n. 66).

2 Prima che un candidato riceva l’ordinazione diaconale deve compiere i seguenti atti e firmare i rispettivi documenti: a) emettere la Professione di fede cattolica davanti al vescovo diocesano o un suo delegato e deve sottoscriverla di mano propria (cfr Can. 833, 6°); b) prestare il Giuramento di fedeltà; c) fare una dichiarazione personale circa la propria libertà nel ricevere l’ordinazione sacra e circa la propria chiara consapevolezza quanto a obblighi e impegni che essa implica per tutta la vita, specialmente quello del sacro celibato (Can. 277, § 1) . Tale dichiarazione deve essere manoscritta ed espressa con parole proprie, non riprese da un modulo (cfr Cann. 1026, 1028 e 1036). Conviene che tali atti siano pubblici e che abbiano luogo al cospetto del popolo cristiano, durante la celebrazione della santa messa, dopo l’omelia. Cfr Gli scrutini sull’idoneità dei candidati, Allegato IV.

3 Cfr Gv 13, 1-17.

4 Cfr LG, 28; CIC, Can. 1032, § 2.

5 Prima che un candidato riceva l’ordinazione presbiterale deve fare una dichiarazione personale circa la propria libertà nel ricevere l’ordinazione sacra e circa la propria chiara consapevolezza quanto a obblighi e impegni che essa implica per tutta la vita, specialmente quello del sacro celibato (Can. 277, § 1) . Tale dichiarazione deve essere manoscritta ed espressa con parole proprie, non riprese da un modulo (cfr Cann. 1026, 1028 e 1036). Cfr Gli scrutini sull’idoneità dei candidati, Allegato IV.

eco del seminario